Cattedrale di San Feliciano Museo digitale

Transetti laterali

Nei transetti laterali si incontrano altari e dipinti tra Otto e Seicento: dal “S. Francesco in orazione” di Francesco Pizzoni, fino agli ultimi due altari con le tele di Decio Trabalza e Raffaello Fogliardi.

S. Francesco in orazione (Francesco Pizzoni)

Sul primo altare del braccio destro del transetto si nota un “S. Francesco in orazione” di Francesco Pizzoni, pittore locale. Dell’artista sappiamo poco: nel 1826 si offrì ai Canonici della Cattedrale per dipingere il quadro “al prezzo più discreto possibile”.

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Sul primo altare del braccio destro del transetto si nota un “S. Francesco in orazione” di Francesco Pizzoni, pittore locale. Di questo artista sappiamo quasi niente; del resto si dedicò alla pittura piuttosto saltuariamente, perché dovette curare gli affari di famiglia (i Pizzoni avevano, nel primo Ottocento, una fabbrica di sapone che abbisognando di una buona guida, costrinse Francesco a interrompere gli studi di pittura in Roma). Nel 1826, il nostro pittore si offrì ai Canonici della cattedrale per dipingere un quadro “al prezzo più discreto possibile” (ARCH. DEL DUOMO, Sez. A, fasc. 24, n. 561).

Il Bragazzi, che diede notizie sul Pizzoni (1858-59 e 1864), ebbe tutta l'aria di consigliare all'artista di dedicarsi al paesaggio (alla “boscareccia”), non alle figure.

Altare dei santi comprotettori (Decio Trabalza)

L’ultimo altare è dedicato ai santi comprotettori di Foligno (B. Pietro Crisci, B. Angela, S. Domenico da Cocullo). La tela che sovrasta l’altare si deve a Decio Trabalza (1836), pittore folignate, discepolo del Wicar.

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GLI ULTIMI DUE ALTARI. a sinistra il fogliardi, a destra il trabalza.

L'altare in fondo al braccio sinistro del transetto è dedicato ai santi comprotettori di Foligno: il B. Pietro Crisci, la B. Angela. Pabate S. Domenico da Cocullo.

La tela che sovrasta l'altare si deve a Decio Trabalza (1836), il pittore folignate discepolo del Wicar, che terminò il dipinto del maestro, il “Battesimo di Gesù”. Dell'arte del Trabalza si può dire ben poco, perché l'artista morì prematuramente (1842) e non riuscì ad operare in maniera abbastanza incisiva da risultare inconfondibile. Di lui, la Pinacoteca Comunale conserva un ritratto di Pio VIII.

Madonna e santi (Raffaello Fogliardi)

L’altare successivo è sovrastato dalla grande pittura di Raffaello Fogliardi da Tolentino, “Madonna e santi” (1829): vi riconosciamo S. Romualdo, S. Antonio abate, S. Lorenzo, S. Irene (?). Il Fogliardi fu noto anche come pittore di sipari teatrali.

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L'altare successivo è sovrastato dalla grande pittura di Raffaello Fogliardi da Tolentino, “Madonna e santi” (1829); vi riconosciamo S. Romualdo, S. Antonio abate, S. Lorenzo, S. Irene (?). Il Fogliardi (m. 1839) fu conosciuto come pittore di sipari per teatro, lavorò infatti nei teatri di Macerata, S. Severino, Assisi; anche a Foligno dipinse il sipario dell'“Apollo”, teatro aperto nel 1827, chiamato “Piermarini” nel 1891, distrutto dal bombardamento del 16 I vecchio sipario del Fogliardi, che era stato appena ritrovato tra il marzo del 1944.

La tela in S. Feliciano appare ben ricca di luce, offre una buona distribuzione delle figure, appare naturalmente un po’ teatrale nel resto. Come seconda immagine sotto questa si ritrova un “S. Andrea Avellino”, forse trasferito qui dalla chiesa di S. Giacomo nel 1808, quando sotto la Compagnia di S. Andrea si portò in cattedrale, non ne si conosce l’autore.